Viviana Vitari
Biblioteca comunale di Treviolo (BG)

Matteo Uggeri 
Fondazione Politecnico di Milano

Piattaforme ecologiche per le biblioteche

Una piattaforma digitale, propria di una biblioteca interattiva, può essere implementata fin dalle origini come spazio abilitante per comunità di bibliotecari interessati alla costruzione di competenze ibride, alla raccolta di dati misurabili sui pubblici, alla reciprocità degli scambi interumani nel digitale.  Tuttavia, anche quando hanno le stesse funzioni, gli ambienti digitali predispongono a comportamenti diversi. Consegnare un prodotto ready-made ad una comunità di informediari, se da una parte rientra in un perimetro di economie di spesa e di efficienza, dall’altra non fa necessariamente crescere. E’ vero che, se vogliamo riformare la nostra educazione, occorre avere degli strumenti che ne siano al passo. Al contempo accade che una piattaforma invecchi in fretta come tutto il digitale, sottoponendo gli operatori alla tensione di nuovi adattamenti, spesso dissonanti con i carichi di lavoro. Nel far rientrare la persona nel processo di trasformazione, diventa invece possibile parlare di piattaforme ecologiche. Il loro uso non è semplicemente qualcosa che “accade” all’individuo, ma diventa parte di un processo più dinamico che coinvolge vari livelli di un servizio. Tiene conto delle variabili socio-culturali del lavoratore, ne riconosce pensieri ed emozioni, affronta la dimensione dell’esperienza facendola diventare un parametro di riferimento per la personalizzazione e l’adattamento della piattaforma alle nuove tensioni.

Il contributo vuole essere un’introduzione alle motivazioni che hanno portato a sperimentare un nuovo progetto open source di piattaforma multicanale per riunioni, colloqui one-to-one  o policy courseware che punti all’usabilità, alla semplificazione, alla scalabilità e alla personalizzazione per avvicinare il bibliotecario al cittadino, nel rispetto della riservatezza ma anche con l’opportunità di rendere interoperabili i database degli utenti oltre che la raccolta di dati statistici di quei pubblici che si affacciano alle biblioteche solo da remoto. I bibliotecari che stanno sperimentando questa soluzione afferiscono al sistema bibliotecario Nord-Ovest della provincia di Bergamo. Il progetto include un focus group e gli sviluppatori di Engineering Associates e Educazione Aperta Italia, già specialisti in ambito di e-learning e di multimedialità e interattività museale. Ecologico diventa pertanto il diritto a innovare su un proprio disegno, non solo digitale, ma anche antropologico.

Viviana Vitari è bibliotecaria P.O. con orientamenti in pedagogia, lifelong learning, multimedia education e intercultura. Ha avviato il settore “Qualità della vita” presso il proprio Ente, includendo la biblioteca pubblica come snodo di sperimentazione e progettazione di nuove pratiche di civismo. Autrice di pubblicazioni in tema di innovazione educativa e apprendimento permanente, sia in Italia che all’estero, è attualmente parte del comitato di redazione della meta-rivista open access “Culture digitali” di DiCultHer per l’educazione al Patrimonio culturale digitale. Recente è la pubblicazione con Key Editore de “La biblioteca del Comune e l’assessore”.

Matteo Uggeri è specialista in e-learning e innovazione dell’apprendimento con METID e Fondazione Politecnico di Milano, si occupa di open education, gamification, transizioni tra scuola, università e lavoro e musica. Fa parte del comitato scientifico dell’evento eXploring eLearning ed è membro della rete Educazione Aperta Italia. Insegna presso il DOL, Master Online in tecnologie per la didattica. Recente è la pubblicazione con Apogeo de “Il manuale dell’e-learning”.