Viviana Vitari

Responsabile Biblioteca comunale di Treviolo (BG)

ABC dell’Innovazione: una questione terminologica?

Coinvolti dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, travolti da spinte di accelerazione tecnologica e impegnati nell’operatività del quotidiano, ci ritroviamo negli ultimi due anni dentro un cambiamento significativo che mette l’innovazione al centro di ogni progettualità. L’ABC che alfabetizza il nostro lavoro, Azione-Biblioteche-Compiutezza, rimanda in realtà a cambiamenti anche sulle nostre pregresse convinzioni sulle buone pratiche di intermediazione dell’informazione. Il vocabolario dell’innovazione è mediaticamente condiviso, quindi ci rende tutti socialmente uniti, persino apparentemente unanimi, ma ci fa riscoprire anche diversamente abili. Raggiungere gli obiettivi di performance è sempre più arduo, rispettare le tempistiche tanto quanto e formarsi su nuovi piani di apprendimento richiede di abbandonare alcune zavorre. Utenti, stakeholders e amministratori stanno cambiando insieme a noi. Parlare in termini di opposti - innovazione e tradizione, creatività e normazione, siti culturali e beni intangibili, investimenti edilizi e digitalizzazione, acquisto libri o assunzione di personale - rischia di ampliare la forbice della concorrenzialità, anche economica, senza promuovere nuove forme di riorganizzazione e di inclusione. Soffermiamoci anche solo sui termini di “innovazione” e “creatività” per valutare quanto riusciamo effettivamente a concretizzarli nel nostro lavoro e con i cittadini, oltre all’emergenza di attivare uno SPID. Proviamo a ripensarci ricomponendo i poligoni di un tangram, un gioco che permette di assemblare di volta in volta elementi restituendoci nuove forme e nuove immagini. Tenendo presente che siamo dentro un processo complesso e irreversibile, sta a noi riorganizzare strumenti e metodologie dentro nuovi e vecchi saperi: se una crisi portata all’estremo ci porta a uno strappo, una crisi reinterpretata ci permette di valutarne nel tempo il vocabolario e la sua portata come eventuale ricostituente per la professione. In questa fase prestiamo attenzione alla riorganizzazione di azioni e competenze, oltre che il coraggio di osare. Seguiranno alcuni esempi.

Bibliotecaria P.O. con orientamenti in pedagogia, lifelong learning, multimedia education e intercultura. Ha contribuito ad avviare il settore “Qualità della vita” presso il proprio Ente, includendo la biblioteca pubblica come snodo di sperimentazione e progettazione di nuove pratiche di civismo. Autrice di pubblicazioni in tema di innovazione educativa e apprendimento permanente in riviste come “Culture digitali”, “Pagine Giovani”, “Biblioteche oggi”.