Francesco Giuseppe Meliti

Biblioteca Universitaria di Lugano

Diversità, equità ed inclusione in biblioteca: per una cura della comunità e del pianeta

Sia che si parli di sostenibilità sociale "interna" o di sostenibilità sociale "esterna", la questione in realtà riguarda sempre l'equità e la giustizia intergenerazionale e intragenerazionale, una giustizia sociale come valore imprescindibile anche per le biblioteche, le quali non si possono chiamare fuori, chiudendosi nella "turris eburnea" di una pura mediazione informativa.
Negli ultimi anni in ambito bibliotecario statunitense l'attenzione è stata posta sempre di più verso le tematiche relative alla “Diversità, Equità e Inclusione” (Diversity, Equity and Inclusion), identificate appunto tramite l’acronimo DEI, con un attivismo ed un filone di studi e ricerche che riguardano non sole le biblioteche pubbliche ma anche quelle delle università. Ad es. tra gli ultimi volumi pubblicati il seguente riguarda proprio le biblioteche delle università USA: Diversity, equity, and inclusion in action : planning, leadership, and programming, edited by Christine Bombaro, Chicago, ALA Editions, 2020.
Questi studi riguardano non solo le attività ed i servizi delle biblioteche, ma anche le “diversità” rappresentate ad esempio nelle collezioni.
Se le biblioteche italiane, in particolare quelle pubbliche, sono alla fine rimaste aperte, unico servizio pubblico culturale, anche in zona rossa durante le fasi più buie della pandemia, forse questo è stato dovuto alla percezione di una loro essenzialità, anche nel prendersi cura delle persone e delle loro necessità, non soltanto di quelle strettamente informative.
Il tutto nel solco di un "lavoro di cura", la cui indispensabilità è emersa prepotentemente durante la pandemia e di cui dovremmo far tesoro nel realizzare un futuro più sostenibile per il nostro pianeta e per tutte le persone che lo abitano, come afferma anche il "Manifesto della cura : per una politica dell'interdipendenza" (Care Manifesto: the Politics of Interdependence, Verso Books, 2020).
Per attuare questo lavoro di cura la biblioteca dovrebbe sempre più "allinearsi" ed "essere prossima" alle esigenze della propria comunità, non in termini astratti e generali, ma specifici per i singoli membri delle comunità servite, a partire dalle loro diversità.

Francesco Giuseppe Meliti, già responsabile della biblioteca comunale di Lomazzo (CO), dal 2009 è bibliotecario presso la Biblioteca universitaria di Lugano-Università della Svizzera Italiana. Laureatosi in Lettere Classiche a Pisa, si è specializzato in ambito informatico (Pisa), archivistico (Archivio di Stato di Firenze) e bibliotecario (Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari dell'Università di Roma La Sapienza). Nel 2009 è stato tra gli autori delle Linee guida per la costruzione e lo sviluppo delle collezioni di reference, edite da AIB, e nel 2012 è stato autore, insieme a Giuliana Casartelli, della Carta delle collezioni, edita sempre da AIB. Membro della redazione di AIB WEB, in particolare per il MAI e responsabile del Wiki, tiene corsi per alcuni enti pubblici sulla gestione e sullo sviluppo delle collezioni.