Maria Stella Rasetti

Direttrice biblioteche di Pistoia

Innovazione buona o innovazione cattiva? Le biblioteche alla ricerca di un equilibrio tra novità e sostenibilità

Library is a growing organism: Ranganathan ci ha insegnato che il cambiamento continuo è una dimensione fondativa dell’identità di ogni biblioteca. Abbiamo imparato che quando è perseguito e progettato esplicitamente in vista di un risultato apprezzabile (ovvero quando assume le fattezze dell’innovazione), il cambiamento diventa una componente strategica essenziale per il successo della nostra biblioteca e dell’intero comparto. Innovare è quindi un must a cui aspiriamo per garantire la buona salute del nostro istituto, nella consapevolezza che l’offerta dei servizi non può mai rimanere uguale a se stessa se ne vogliamo dare un’immagine sempre fresca e accattivante.

Ma non è oro tutto ciò che luccica: esistono situazioni nelle quali l’introduzione di una innovazione provoca effetti negativi sulla biblioteca, non apportando i benefìci attesi ma addirittura causando un danno anche grave agli assetti di servizio. Da qui l’esigenza strategica di imparare a distinguere con coraggio e determinazione la differenza tra innovazione buona, da perseguire, e innovazione cattiva, da cui difendersi e tenersi il più possibile lontani: una differenza che non ha a che fare né con lo specifico oggetto dell’innovazione né con i costi da sostenere per poter metterla in atto, ma attiene sostanzialmente alla sua tenuta sul lungo periodo, la sua capacità di essere riassorbita nella ordinarietà della biblioteca, quando la fase della novità si è esaurita e all’innovazione si chiede di trasformarsi in nuova normalità. Il percorso di apprendimento che la biblioteca è chiamata a compiere, prima assimilando i contenuti dell’innovazione e poi accomodandoli all’interno delle scelte organizzative stabili, è reso oggi tutt’altro che lineare da alcune scelte tecnico-politiche che puntano le proprie carte su misure di respiro temporaneo, finanziando quasi esclusivamente progetti speciali che la biblioteca può avere difficoltà a stabilizzare nel tempo, quando le luci della ribalta si sono spente.

Maria Stella Rasetti dirige le biblioteche della città di Pistoia. Docente a contratto di materie biblioteconomiche presso l’Università di Firenze per molti anni, tiene corsi di formazione e aggiornamento per bibliotecari sui temi della comunicazione, del marketing e della promozione.