Francesco Giuseppe Meliti

Biblioteca universitaria di Lugano

La tripla E della biblioteca (economia, ecologia, equità): verso un bilancio di sostenibilità


Francesco Meliti, detto Giuseppe, già responsabile della biblioteca comunale di Lomazzo (CO), dal 2009 è bibliotecario presso la Biblioteca universitaria di Lugano-Università della Svizzera Italiana. Laureatosi in Lettere Classiche a Pisa, si è specializzato in ambito informatico (Pisa), archivistico (Archivio di Stato di Firenze) e bibliotecario (Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari dell'Università di Roma La Sapienza), focalizzandosi quindi nelle sue ricerche particolarmente sull'analisi delle collezioni, sull'accesso alle risorse digitali, sulla libertà intellettuale e sulla sostenibilità in biblioteca, tematiche affrontate anche in alcuni suoi recenti articoli. Nel 2009 è stato tra gli autori delle Linee guida per la costruzione e lo sviluppo delle collezioni di reference, edite da AIB, e nel 2012 è stato autore, insieme a Giuliana Casartelli, della Carta delle collezioni, edita sempre da AIB. Membro della redazione di AIB WEB, in particolare per il MAI e responsabile del Wiki, tiene corsi per alcuni enti pubblici sulla gestione e sullo sviluppo delle collezioni.

L'intervento prende in considerazione il modello del "triplo bilancio" (economico, ambientale e sociale), applicato alle biblioteche, secondo l'implementazione proposta dall'ALA di questo modello del Triple Bottom Line (TBL), con i suoi tre “pilastri” costituiti da People, Planet, Profit e con le 52 azioni da svolgere, così come previste dall'ALA, anche considerando il suo nuovo core value of librarianship (la sostenibilità) e riconoscendo alle biblioteche appunto un ruolo di leaders and models of sustainability.

L’ALA si è impegnata nella diffusione di questi esempi e modelli ed ha pubblicato un recente volume, nel corso del 2020, dal titolo Sustainable Library’s Cookbook, con "ricette" ben sperimentate specificamente dalle biblioteche accademiche.

L'obiettivo dell’intervento è esporre questo modello Triple Bottom Line per le biblioteche, considerando anche il ruolo fondamentale che secondo l'IFLA svolgono l'informazione e la conoscenza nella realizzazione dei 17 Sustainable Development Goals dell’ONU e le molteplici azioni di advocacy messe in campo a tal scopo dall'IFLA.

Un bilancio soprattutto “qualitativo”, che si va ad accostare a quello più prettamente “economico” o quantitativo della biblioteca ed al suo bilancio “sociale” quanti-qualitativo, non solo nel doppio aspetto dell’outcome e dell’outreach, ma anche del miglioramento della comunità e della società complessivamente, nel senso della responsabilità e della giustizia sociale, oltre che nella loro “resilenza”.

In definitiva anche per le biblioteche si può provare ad impostare un “triplo bilancio” delle loro azioni, valutando come le loro pratiche siano sia "economicamente" fattibili, sia socialmente eque, sia rispettose dell'ambiente. Infatti un'organizzazione sarà durevole soltanto quando agirà in modo responsabile in tutti e tre gli aspetti, rispettivamente, della fattibilità economica, dell’equità sociale e della condotta ambientale.

Forse questo potrebbe essere un punto di partenza per un diverso modello di organizzazione e di fruizione culturale centrato sull’approccio orizzontale e sull’integrazione dei servizi, realizzando la biblioteca specificamente come "piattaforma della conoscenza", nel senso di aumentare l’interazione partecipativa delle biblioteche con le loro comunità e rafforzare la loro missione nella società, configurandosi come un hub della conoscenza basato sulle relazioni, che crea un valore aggiunto.

Ecco allora le biblioteche nella loro triplice natura e nel loro triplice bilancio (TPL): non solo come piattaforme tecniche e tecnologiche, ma anche come piattaforme sociali e “infrastrutture resilienti”, che offrono gli spazi e gli strumenti per costruire comunità, in un mondo incerto (Rebekkah Smith Aldrich, Sustainable Thinking: Ensuring Your Library’s Future in an Uncertain World, ALA, 2020), reso ancora più incerto dalla pandemia di COVID-19, un "cigno nero", da cui cercare di far sorgere, come fenice dalla sue ceneri, un "cigno verde" (John Elkington, Green Swans, Fast Company Press, 2020).