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Torino chiama Napoli: un percorso nel segno della biblioteca come piattaforma

Aggiornato il: apr 13

Il 25 febbraio alle 14.30 (ora italiana) David Weinberger si è collegato da Boston per tenere la prolusione alla sessione inaugurale del Convegno delle Stelline, aperto poco prima dagli indirizzi di saluto di Francesca Paola Leon (Assessora alla cultura del Comune di Torino) e di Rosa Maiello (Presidente dell’Associazione italiana biblioteche). La sessione è stata coordinata da Stefano Parise, direttore dell’Area biblioteche del Comune di Milano.

Weinberger, Senior Researcher at Harvard’s Berkman Klein Center for Internet & Society ha disegnato lo sfondo su cui collocare un tema di grande attualità ma da noi ancora inesplorato: il rapporto tra intelligenza artificiale e biblioteche, argomento sul quale sono intervenuti anche Maurizio Vivarelli (Università degli studi di Torino) e Marco Mellia (Politecnico di Torino), che hanno presentato il progetto “Reading(&) Machine”, sviluppato in collaborazione tra università e biblioteche civiche torinesi, allo scopo di realizzare un ambiente innovativo in grado di rappresentare una diversa “identità”, digitale e fisica, dello spazio della lettura in biblioteca.

La sessione è proseguita con il contributo di Gino Roncaglia (Università della Tuscia), che si è posto l’interrogativo: quali piattaforme per la cultura? Partendo dalla considerazione che le necessità imposte dalla pandemia hanno portato – anche in ambito culturale – all’uso sistematico e diffuso degli strumenti di comunicazione online e in particolare delle piattaforme di videoconferenza anche per le biblioteche, Roncaglia ha condotto un’analisi critica sotto il profilo della loro funzionalità e dell’evoluzione tecnologica.

La sessione inaugurale si è conclusa con una relazione di Rossana Morriello (Politecnico di Torino), che ha spiegato come la piattaforma sia diventato il modello prevalente nella società odierna, un modello che ben si adatta alla natura relazionale della biblioteca e ai metodi gestionali “data-driven” che in misura crescente sono oggetto della pratica e della riflessione biblioteconomica. La mattina del 26 febbraio è stata aperta da Cecilia Cognigni che, nella sua duplice veste di rappresentante delle biblioteche civiche torinesi e di coordinatrice della Commissione nazionale biblioteche pubbliche, oltre a riaffermare la centralità delle reti bibliotecarie e dell’integrazione fra istituzioni di diversa tipologia, ha individuato i tratti di una moderna biblioteca pubblica a cui tendere.

Ragionare sulla situazione delle biblioteche a cavallo tra 2020 e 2021 guardando al futuro rendeva necessario un affondo su cosa ha comportato per esse la pandemia. Come elaborare una risposta articolata da parte di un settore che ha sofferto e continua a soffrire a causa del Covid-19? Come ritrovare un equilibrio tra sicurezza e socialità? A Luca Dal Pozzolo (Direttore dell’Osservatorio culturale del Piemonte) è stato affidato il compito di approfondire il tema fornendo indicazioni che si traducano in progettualità. Particolare interesse ha suscitato l’excursus di Sergio Pace (Politecnico di Torino) su Spazio reale e spazio simbolico nell’architettura delle biblioteche contemporanee, accompagnato da una ricca documentazione iconografica.

La sessione si è conclusa con la presentazione di Alessandro Bollo (Direttore del Polo del ‘900), che ha illustrato un progetto di piattaforme collaborative fondato sull’integrazione e sulla convivenza nella sua istituzione di una pluralità di soggetti “ospitati” e divocazioni e ruoli complementari.

Nel pomeriggio il convegno ha preso un’altra direzione. La cifra è divenuta quello del confronto politico. Chiara Faggiolani (La Sapienza Università di Roma) ha presentato i risultati di un questionario che mirava a rilevare quale fosse la percezione delle biblioteche da parte dei loro utenti. In 60.000 fino ad allora avevano risposto. A seguire si è aperta una tavola rotonda coordinata da Enzo Borio (Comitato esecutivo nazionale dell’AIB) alla quale hanno preso parte numerosi amministratori, stakeholder, rappresentanti di associazioni professionali che, oltre a commentare il report presentato da Faggiolani, hanno posto le basi di un’alleanza, progetto su cui presto ritorneremo.

Ora il percorso del Convegno Stelline 2021 riprende e si dirige verso Napoli, dove si terrà un convegno il cui programma è riportato qui a fianco. Protagoniste saranno le biblioteche accademiche e la scienza aperta. Vi aspettiamo.

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