Gino Roncaglia 

Università Roma Tre

Quali piattaforme per la cultura?

Nell’ultimo anno, le necessità imposte dalla pandemia hanno portato – anche in ambito culturale – all’uso sistematico e diffuso degli strumenti di comunicazione on-line e in particolare delle piattaforme di videoconferenza. Strumenti che in questi mesi non solo sono diventati per molte e molti di noi un’abitudine quotidiana, ma che stanno anche conoscendo un rapidissimo sviluppo tecnologico e funzionale: gestione di gruppi e sottogruppi, gestione di contenuti e interventi multilingue anche attraverso meccanismi di trascrizione e traduzione automatica, funzionalità di ‘regia’ quasi televisiva degli eventi, sono solo alcuni fra gli esempi che si potrebbero fare.

Anche il mondo bibliotecario ha organizzato on-line moltissimi eventi, dalle presentazioni di libri ai gruppi di lettura, dagli incontri di formazione alle riunioni di lavoro. La centralità di questi strumenti – che speriamo possano tornare presto ad affiancare anziché sostituire gli incontri in presenza – non è un fenomeno passeggero: quando torneranno gli incontri fisici, sarà difficile non pensarli in forma almeno in parte nuova, con un uso maggiore dell’on-line sia come canale per la preparazione e il follow-up, sia come canale parallelo di diffusione, in grado di garantire un allargamento della partecipazione. Questa prospettiva pone però il problema della selezione delle piattaforme da usare e della progettazione delle loro funzionalità e delle loro interfacce, anche in funzione delle necessità del mondo della cultura e della mediazione informativa. Di che tipo di strumenti abbiamo bisogno, esattamente? Quali esigenze particolari e specifiche dobbiamo tenere presenti? L’intervento proporrà alcune considerazioni e alcuni suggerimenti su questo tema, con indicazioni pratiche anche sul legame con il mondo della scuola e della formazione e con le piattaforme per la didattica a distanza.

Gino Roncaglia è professore associato presso l’Università Roma Tre, dove insegna Editoria digitale e Digital Humanities. Autore di numerosi saggi sul settore dei nuovi media (con particolare riferimento al futuro del libro e della lettura, e all’uso delle nuove tecnologie nel settore culturale e formativo) è fra gli esperti che hanno partecipato alla stesura del Piano Nazionale Scuola Digitale e collabora da tempo con RAI Cultura. È membro del gruppo di esperti italiani nominati dal MIUR per il programma Horizon2020 ed è stato membro del comitato biblioteche e istituti culturali del MIBACT. È professore onorario della Universidad Nacional de Villa María in Argentina. Fra i suoi libri più recenti, L’età della frammentazione. Cultura del libro e scuola digitale (prima edizione 2018, seconda edizione accresciuta, con una nuova sezione sulla scuola al tempo del COVID-19, Laterza 2020) e La quarta rivoluzione. Sei lezioni sul futuro del libro (Laterza 2010).