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BIBLIOTECHE E NUOVE FORME DELLA LETTURA

Dal ruolo strategico della literacy alle trasformazioni nell’ecosistema digitale

Il prossimo appuntamento del Convegno delle Stelline pone al centro dei lavori le profonde mutazioni che sta conoscendo la lettura. Come possono le biblioteche ridefinire il loro ruolo alla luce di questi cambiamenti?

La tematica, di grande attualità sotto il profilo culturale, biblioteconomico e tecnologico, sarà trattata nella sua trasversalità, avendo cura di cogliere i trend che sono al centro della ricerca scientifica in questo campo e al tempo stesso individuando le specificità tipologiche con cui si presenta rispettivamente nell’ambito delle biblioteche pubbliche, accademiche, scolastiche.

Il legame delle biblioteche con le pratiche di lettura è indiscutibile, fondativo e forse per questo dato per scontato. Eppure negli ultimi anni nella riflessione sull’identità delle biblioteche non sempre questa connessione è stata valorizzata come leva strategica. È curioso soprattutto alla luce dei dati allarmanti sulle diverse forme di analfabetismo: funzionale, di ritorno ed emotivo, grandissimo problema della nostra contemporaneità. Proprio quando le biblioteche di ogni tipologia potrebbero posizionarsi e proporsi come una soluzione a questo drammatico problema, il loro ruolo di agenzie abilitanti in termini di educazione e promozione alla lettura sembra essere poco chiaro. Forse in primis proprio ai professionisti?


Nel loro insieme, le biblioteche – pubbliche, accademiche, scolastiche, storiche – dovrebbero aspirare ad essere la “casa”, o almeno una delle “case” in cui la pratica del leggere viene studiata, organizzata, promossa, per concorrere al miglioramento della qualità della vita delle persone. Le grandi e potenti trasformazioni in atto, dei modelli biblioteconomici e bibliotecari da un lato, e della lettura in ambiente digitale dall’altro rendono dunque necessaria una riflessione ampia, panoramica, interdisciplinare, in grado di dar conto sia delle particolarità degli specifici ecosistemi informativi sia degli elementi connettivi e comuni, con uno sguardo ugualmente attento alle esigenze delle pratiche professionali ed alla complessità dei principi, dei metodi, delle tradizioni disciplinari sui quali esse si fondano.


Il convegno delle Stelline vuole proporre una riflessione utile a rifondare il rapporto delle biblioteche con la lettura a partire da un dibattito di taglio inevitabilmente interdisciplinare che metta al centro dell’attenzione le nuove competenze, i diversi comportamenti di lettura rispetto ai diversi supporti e interfacce e soprattutto le nuove forme di mediazione richieste ai bibliotecari.


Tra i fattori che saranno alla base della riflessione:


1.     Le grandi trasformazioni in corso in termini di comportamenti di lettura nell’ecosistema digitale. La lettura è in grande movimento, lontano dall’essere una attività statica necessita di infrastrutture dinamiche e dal grande potere trasformativo. Le biblioteche sono pronte? E i bibliotecari sono capaci di confrontarsi con un concetto di mediazione decisamente in divenire?

2.    Nel corso dei decenni, diversi studi in particolare nell’ambito delle neuroscienze (Wolf, Dehaene, Baron, ecc.) hanno dimostrato che i neuroni attivati dalla lettura sono gli stessi che si attivano quando svolgiamo tante altre attività, alcune delle quali hanno a che vedere con l’empatia, il pensiero critico e le relazioni con gli altri. Questa visione della lettura può cambiare completamente la prospettiva nel guardare anche alle biblioteche, per esempio da parte dei decisori.

3.    Negli ultimi anni sono stati pubblicati diversi studi che hanno mostrato come la lettura sia fortemente connessa con un buon livello di benessere e qualità della vita

Attorno al tema del convegno si declinerà il palinsesto nelle sue articolazioni e sessioni, avvalendosi anche quest’anno nella definizione del programma di un processo partecipativo basato sull’attivazione di tavoli di lavoro composti dai professionisti del settore, metodo che nell’ultima edizione ha raccolto molto apprezzamento.
Accanto, infatti, alle due sessioni plenarie che si svolgeranno mercoledì 20 e giovedì 21 marzo il programma prevede importanti sessioni che costituiranno il risultato di un processo di coprogettazione avviato alcuni mesi prima.

 

I temi su cui si confronteranno sono tra i più attuali, a cominciare da quelli più trasversali dedicati al ruolo del bibliotecario come educatore e formatore di nuove competenze per proseguire con quelli che approfondiranno il rapporto tra lettura tradizionale e lettura digitale. Nondimeno di grande interesse le sessioni rivolte con uno sguardo particolare alle biblioteche pubbliche, tra cui quelle che tratteranno del ruolo sociale della lettura, della lettura condivisa, delle nuove strategie di promozione della lettura, del passaggio dall’analogico al digitale nella pratica di lettura dei ragazzi. Di grande importanza le sessioni mirate al mondo delle biblioteche accademiche, anch’esse protagoniste di primo piano del prossimo convegno delle Stelline; la progettazione delle sessioni a loro dedicate vedrà all’opera tavoli di lavoro i cui i partecipanti si confronteranno su a) leggere nell’università: il ruolo delle biblioteche accademiche, b) le nuove forme della lettura per lo studio e la ricerca, c) lettura/scrittura e Terza Missione: un percorso  possibile, d) reading literacy: una sfida per le biblioteche accademiche. 
 

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