Andrea Bernardoni e Stefano Casati 
Museo Galileo di Firenze

La Biblioteca di Leonardo: tecnologia avanzata di archiviazione, consultazione e ricerca bibliografica per gli studi su Leonardo da Vinci

In occasione delle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci (1452-1519) il Museo Galileo ha pubblicato sul proprio sito Web La biblioteca di Leonardo, consultabile attraverso l’applicativo Sinapsi, che consente di gestire in maniera estremamente flessibile e di esplorare in varie modalità di ricerca le collezioni digitali.

Grazie agli studi e le competenze di Carlo Vecce e dei suoi collaboratori è stato possibile ricostruire virtualmente la biblioteca di Leonardo, e di arrivare ad un'immagine più realistica di come fosse il suo laboratorio. Uno spazio che deve essere caratterizzato, quindi, oltre che per le arti (pittura, scultura, carpenteria metallica, modellistica) anche per una una cospicua biblioteca, la più grande e variegata fuori dai circuiti umanisti, la quale nel momento di massima attività intellettuale e ingegneristica di Leonardo si stima potesse contare circa 200 volumi. Leonardo non era certo il primo "artigiano" a possedere dei libri nella propria bottega ma è certamente il primo ad avere una biblioteca di queste dimensioni, ed il primo a lasciarci un così cospicuo numero di fogli manoscritti dai quali emerge come i suoi progetti ingegneristici, teorie ed esperimenti scientifici, fossero il frutto di un fitto dialogo tra letture ed esperienza. Delle numerose opere citate ed elencate da Leonardo come da lui possedute è stato possibile, ad oggi, identificare soltanto un volume: il trattato di architettura e ingegneria di Francesco di Giorgio Martini conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze sul quale Leonardo ha apposto dodici postille autografe. Tuttavia, i numerosi riferimenti presenti nei codici vinciani (nomi di autori, titoli di opere, liste di libri, citazioni) hanno permesso di individuare molte di queste opere e di ricostruirne idealmente la biblioteca.

La biblioteca virtuale raccoglie le digitalizzazioni di tutte le opere, selezionate nell'esemplare a stampa o manoscritto più vicino a quello citato, posseduto o utilizzato da Leonardo, e ne consente la consultazione in un unico ambiente di ricerca. Gli autori e i testi sono introdotti da schede descrittive elaborate da un'équipe internazionale di specialisti. Tutti i contenuti sono interrogabili con modalità di ricerca semplice ed avanzata e collegati direttamente alle pagine dei codici vinciani.

La biblioteca di Leonardo si propone non solo come strumento di ricerca, ma anche come mezzo di avvicinamento privilegiato allo straordinario mondo dello scienziato vinciano.

La ricostruzione virtuale della biblioteca di Leonardo è stata realizzata dal Museo Galileo in collaborazione con la Commissione per l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci, l’Accademia Nazionale dei Lincei e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nel quadro del progetto di ricerca “Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle ‘case’ dell’innovazione”.

Stefano Casati è stato responsabile della Biblioteca del Museo Galileo dal 1989 al 2004 e dal 2005 è responsabile della Biblioteca digitale del Museo Galileo. Ha partecipato e collaborato a lavori promossi dalla Biblioteca Digitale Italiana e Internet Culturale. Fra i contributi recentemente pubblicati nel settore biblioteconomico: S. Casati, A. Pocci, La biblioteca di Leonardo: un nuovo modello di digital library, in La biblioteca di Leonardo, a cura di Carlo Vecce, Firenze, Giunti, 2021; S. Casati, A. Pocci, Le collezioni digitali tematiche del Museo Galileo: esperienze e nuove prospettive, in Storie d'autore, storie di persone: fondi speciali tra conservazione e valorizzazione,  a cura di F. Ghersetti, A. Martorano, E. Zonca, Roma, AIB, 2020, p. 273-280. Ha pubblicato inoltre studi di interesse storico scientifico, in particolare sulla storia della meteorologia e della fotografia scientifica, su cui ha recentemente pubblicato: S. Casati, N. Sensi, Giorgio Roster: scienziato e fotografo tra Ottocento e Novecento, Livorno, Sillabe, 2018.

 

Andrea Bernardoni ha conseguito il dottorato in Storia della Scienza all’Università di Firenze ed è stato assegnista post doc al CE.R.CO (Centro di ricerca sulla complessità) dell’Università di Bergamo dal 2008 al 2012. Dal 2006 è ricercatore di storia della scienza medievale e rinascimentale all’istituto e Museo di Storia della Scienza (Museo Galileo) di Firenze. Nel 2012 è cofondatore e direttore del gruppo di ricerca in “filologia macchinale” Artes Mechanicae (www.artesmechanicae.it). Nel 2015 ha tenuto la lettura vinciana per la biblioteca Leonardiana di Vinci, dal titolo “Del colpo Cagion del fuoco” (f. 973r, già 35v-b): il dialogo tra arti meccaniche e filosofia naturale nei manoscritti di Leonardo.

Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Leonardo e il monumento equestre a Francesco Sforza. Storia di un’opera mai realizzata, Firenze, Giunti 2007; La conoscenza del fare. Ingegneria, arte, scienza nel De la pirotechnia di Vannoccio Biringuccio, («Automata», 5), L’Erma di Bredschneider, Roma, 2011; Leggere per costruire: la biblioteca di Leonardo per le arti meccaniche, in Leonardo e i suoi libri, a cura di C. Vecce, Giunti, Firenze, pp. 59-70; Leonardo Ingegnere, Carocci, Roma, 2020.