Adriano Solidoro

Università degli studi Milano Bicocca 

Il ruolo della biblioteca pubblica per lo sviluppo economico sostenibile e comunità più inclusive, resilienti, innovative

Negli ultimi anni, gli esperti di sviluppo economico si sono allontanati dagli approcci tradizionali – affidati all'attrazione di grandi aziende per mezzo di opportunità di agevolazione fiscale, incentivi finanziari e altri sussidi – per abbracciare, invece, il concetto di “creazione di valore condiviso” (o shared value), il quale si riferisce alla possibilità di creare valore economico per l'impresa attraverso la produzione di un beneficio sostenibile per la comunità.

Sempre più spesso, le comunità stanno concentrando le proprie risorse per lo sviluppo economico locale nel sostenere la crescita delle imprese esistenti e creare un capitale umano e sociale con cui le imprese possano prosperare. Le biblioteche pubbliche sono partner naturali negli sforzi per lo sviluppo economico locale. Si trovano solitamente situate al centro di una comunità e forniscono una varietà di risorse progettate per favorire lo sviluppo delle persone, promuovere l’apprendimento e la conoscenza. Ciò anche in risposta alla domanda di competenze da parte del mercato del lavoro.

Considerare la biblioteca pubblica come un importante attore dell'economia locale – la quale, per la varietà di risorse che possiede può apportare un ruolo contributo alla ricchezza e alla vitalità della comunità – è parte di una strategia di sviluppo territoriale in linea con l’Agenda ONU 2030 e i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. L’Agenda 2030 è un documento che rappresenta un indiscusso e fondamentale punto di riferimento anche per le biblioteche pubbliche, coinvolgendole da diversi punti di vista. Volendo ricordare solo alcuni degli obiettivi, possiamo citare: fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti (Obiettivo 4); incentivare una crescita economica, duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti (Obiettivo 8); costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile (Obiettivo 9). L’Agenda 2030 esprime un giudizio chiaro sull’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale e chiede il coinvolgimento di tutte le componenti della società per un suo superamento in chiave sostenibile: dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell’informazione e della cultura: categoria, quest’ultima, di cui le biblioteche sono rappresentanti fondamentali.

Adriano Solidoro si occupa di innovazione, cambiamento organizzativo e gestione della conoscenza presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Dipartimento di Scienze Umane. Presso lo stesso ateneo è direttore di ISOB (Osservatorio per l’innovazione e lo sviluppo organizzativo per le biblioteche pubbliche), centro di ricerca sostenuto da diversi sistemi bibliotecari nazionali per lo studio dei trend e delle buone pratiche internazionali nel settore bibliotecario. Ricopre inoltre il ruolo di Associate Editor per la rivista Industrial and Commercial Training (EmeralPublishing, Cambridge, UK) e di direttore della Global Diversity Management Summer School presso Glasgow Caledonian University (UK). È autore di diversi studi sull’innovazione, il cambiamento organizzativo e la trasformazione digitale delle organizzazioni complesse e nei settori delle biblioteche, dei quotidiani e del cinema.

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